giovedì 25 novembre 2010

Isadora

CAPITOLO 1

Isadora era una piccola piccola principessa di un regno molto molto grande.

Alla sua nascita vi fu una vera grande grande sorpresa, essendo lei l’unica nascita femminile da più di 150 anni, infatti nel regno molto molto grande vivevano tanti tanti uomini e solo uomini. La donna che la partorì infatti veniva da molto molto lontano, e dopo averle dato i natali ritornò nel suo regno.

Il padre, il grande grande re fu preso inizialmente dalla disperazione; “come farò a far crescere una femmina in un regno molto molto grande con così tanti tanti uomini. La mia grande grande strega mi aveva promesso che sarebbe stato un maschio abile uomo tra tanti tanti uomini. Ahimè come faaaaròòòò!!!!”

Così qualche giorno dopo la sua nascita, il grande grande re padre della piccola piccola principessa consultò il grande grande mago, dicendosi che non avrebbe commesso l’errore di rivolgersi a una strega femmina che secondo lui le aveva giocato un brutto incantesimo facendo nascere una piccola piccola principessa e non un piccolo piccolo principe.

Pieno di speranze percorse la lunga lunga strada nel bosco e arrivò nella grande grande caverna , dimora del grande grande mago. Egli all’arrivo del re fu preso di soprassalto. Come osava il grande grande re fargli visita dopo essersi affidato alla grande grande strega e averlo così tradito. Cosa si aspettava da lui? Cosa era andato storto?

Il grande grande re al suo arrivo al cospetto del grande grande mago scoprì le fasce della sua piccola piccola principessa. Il grande grande mago urlò per la sorpresa e per l’inorridimento e disse al grande grande re di coprire immediatamente il grande grande scempio da lui creato.

“Ti avevo detto di non fidarti di quella stregaccia” furono le sue prime parole.

Il grande grande re si mise in ginocchio e lo pregò e implorò e supplicò e tutte queste cose qua, per rimediare e rimettere le cose al suo posto. Ma il grande grande mago fu irremovibile :”non rimedierò giammai al tuo grande grande errore, grande grande re, presentarai quello scempio al tuo grande grande popolo e sarà esso a decidere il destino di quella piccola piccola creatura.

venerdì 19 novembre 2010

Voglio un Banco al Mercato

Porta Palazzo, altro luogo fulcro dell'attività quotidiana torinese...odori,sapori, rumori.
Il sapore della contrattazione, la gente soddisfatta,la vecchietta che fa la spesa, consapevole che quello è l'unico momento della giornata in cui parlerà con qualcuno, che quella è la sua unica occasione di scambiare un paio di parole, la venditrice che la sgrida perchè ha fatto disordine tra le sue lattughe, che per soli cinquanta centesimi non ne vale la pena, e silenzio che ci guardano tutti....
E mi dia i migliori peperoni eh? E lo sa signora che da me troverà sempre i migliori.
E il pane, il mio è il più fresco di tutto il mercato, e in giro non ne trova così eh? In tutta la città può guardare, io c'ho il meglio del meglio.
E i migliori salumi di tutto il Monferrato, e la migliore carne di tutto il vicinato.
E i sorrisi e la cortesia e la falsità del mercenario...
Alla fine il pensionato che non arriva a fine mese e che rovista tra gli scarti delle verdure, queste foglie qui che tutti buttano via, io mi accontento volentieri, che in campagna spazzolavamo tutto ai miei tempi....perchè questi ormai non sono più i suoi tempi, sono i nostri...

Love

mercoledì 17 novembre 2010

DA BAMBINA

Non so di preciso quando ho iniziato a leggere come non ricordo esattamente il primo libro che ho letto.

Nella mia memoria si alternano vari ricordi, dalle estati passate in casa della zia suora della mia migliore amica, dove nel pomeriggio per non farci fare troppi danni, la zia ci metteva in mano dei libri per farci stare buone, e noi effettivamente ci mettevamo buone buonine, sotto gli alberi di fico, all’ombra per ripararci dalla forte calura estiva siciliana, a leggere.

Come adulte ci immergevamo nella lettura di questi piccoli libriccini, sentendoci impegnate; ogni tanto ci fermavamo a commentare, a raccontarci i libri a vicenda o semplicemente a sbuffare, perché non sempre poi queste letture ci esaltavano. Eravamo pur sempre delle bimbe e avevamo in testa solo la voglia di giocare, di girare in mezzo ai campi, di scoprire segreti nascosti immersi nella natura, di inventare le nostre avventure e non solo di leggere quelle degli altri.

Così abbandonavamo i libri sotto gli alberi e ci immergevamo nella natura, andavamo a raccogliere frutti, fiori, a giocare coi cani, insomma a combinare quei danni che la zia suora tanto temeva.

Ma i miei ricordi riguardo la lettura si spostano subito dopo alla prima volta che entrai in casa della mia amica.

Vidi una cosa che mai avevo visto prima in una casa “normale”, un mobile con tanti scaffali, comunemente chiamato libreria, pieno di libri per l’appunto, ne fui subito affascinata, subito colpita, e ovviamente chiesi se avessi potuto prenderne in prestito qualcuno; la mia amica lo chiedeva alla madre, proprietaria dei libri, lei mi chiedeva se ne ero sicura, se fossi capace di leggere quel libro, visto che forse non si addiceva a una ragazzina, ma io con piglio deciso rispondevo che certo che avrei potuto leggerlo, e prendevo quella lettura non solo con passione, ma anche con sfida per dimostrare che potevo leggere anche libri per grandi.

Quella diventò col tempo un’abitudine fin quando lessi tutto ciò che mi interessava e fin quando non capì che i libri avrei potuto sceglierli io andando a comprarli, anche se non era poi così facile comprare i libri in un piccolo paese sperduto della Sicilia, dove non proprio tutti gli abitanti avevano passione per la lettura.

Così venne il momento di scoprire la biblioteca della scuola, e lì avvenne l’incontro col primo libro che ho letto, che ho letto veramente intendo, col primo libro di cui ricordo ancora la storia, i personaggi, non il titolo non i nomi, ma l’intera storia, i luoghi e le descrizioni, mi ricordo tutto come se avessi vissuto veramente l’intera vicenda raccontata in quelle pagine.

Il ricordo di questo libro è poi amplificato dal fatto che la lettura avvenne in un luogo particolare, l’ospedale, dove finì per problemi non molto gravi ma che mi costrinsero a letto in quel luogo per una settimana o poco più. Luogo che mi accomunava al libro dove le ultime pagine si svolgevano altrettanto in un ospedale.

Ma la cosa che mi torna in mente più spesso quando penso a questa passione è il perché a tanta gente faceva così strano il fatto che io passassi intere ore a leggere. Allora sentivo delle frasi, ad esempio in ospedale, essendo ricoverata in un reparto per bambini, quando qualcuno di loro strillava perché aveva male, i parenti che gli stavano accanto dicevano: “mutu, nun fari vuci, nu vidi ca dda carusa sta studiannu?”, come se si dovesse per forza studiare o fare i compiti per leggere qualcosa, non era normale che una bambina leggesse. Così io con la timidezza che mi contraddistingueva da bambina rispondevo che non stavo studiando, ma leggendo e la loro risposta era:”sta liggennu? Eh sta stai studiannu allura” e io ancora più convinta: “no, no signora, non sto studiando, leggo e basta”. Allora la signora con fare di rassegnazione rispondeva un semplice ed evocativo:” ahhhh”, con un’espressione che solo i siciliani hanno, sbarrava tanto di occhi e sospirava, come pensando che comunque aveva ragione lei, e che io, essendo una ragazzina non avevo idea della differenza tra leggere e studiare, che comunque era la stessa cosa.

Rito che si ripeteva comunque in molte occasioni in famiglia, per loro restava molto strano che io leggessi per piacere, tutt’ora quando chiamo mia madre e le dico cosa ho fatto durante il giorno e capita che sono stata in libreria per comprare qualche libro che ne avevo necessità, lei instancabilmente ogni volta mi chiede se mi servono “ppa scola”, per l’università, ossia. E io instancabilmente a rispondere :”no mamma, non per la scuola, per piacere” e lei a rispondere con l’evocativo: “ahhhh”.

Se vado poi ancora più indietro coi ricordi, allora vedo una bimba di quattro anni, prendere in mano i libri di scuola del fratello, facendo finta di leggerli, non si sa il perché, forse voleva essere grande come lui o forse a quell’età, inconsciamente, i libri l’affascinavano già; vedo poi, ancora, quella bimba che dal nulla inizia a leggere da sola, senza che nessuno gli avesse spiegato come fare, come mettere insieme le lettere e le parole, che impara a leggere prima ancora di imparare a scrivere, che legge senza capire il significato, ma va avanti lo stesso legge, legge e legge, prima ancora di andare alla scuola vera; vedo i suoi genitori essere fieri di questo leggere e li vedo mostrare a tutti i parenti che non credevano leggesse già, i suoi progressi, facendole leggere le etichette delle bottiglie d’acqua.

Leggere è una casa concreta, non è solo un modo per fuggire dalla realtà, ma è soprattutto un modo per farne parte integralmente, leggere è vita fatta parola.

Ritorna O Sole!!

Oggi il sole è tornato a farci la grazia...dicono sia per poco, che sia solo una breve tregua, per farci respirare, per prenderci una manciata di vitamina D, per illuderci un pò sul bel tempo insomma, perchè già da stasera ritornerà la pioggia e stavolta ne avremo per un bel pezzo...
Ma comunque stamattina appena sveglia, quando mi sono accorta che al posto del colore grigio che ha caratterizzato questi ultimi giorni, entravano raggi di sole in camera, il mio primo pensiero è stao: "e se fosse così anche la vita?"
Si insomma se la vita fosse paragaonata al meteo?
Per tanti giorni piove, il tempo è cattivo, c'è la nebbia, l'unico rumore che senti è la pioggia che tamburella sui vetri e le automobili che strisciano sul bagnato, e poi d'un tratto smette di piovere, il sole timido si affaccia sul bagnato e tutto cessa di essere triste per un attimo.
Per tanjto tempo pensi tutto vada male, che la vita non abbia un senso, che ormai hai smesso anche di sperare, per quanto le cose non vanno come desideri e come hai sempre desiderato, hai smesso anche di sognare, di immaginare la tua vita come potrebbe essere, prima di dormire, come facevi prima, come facevi da bambina e sognavi la tua vita da grande e non era per niente al mondo come sta andando veramente, ma quei sogni ti aiutavano ad andare avanti, ti dicevano: resisti andrà in questo modo ancora per poco...
Poi d'un tratto ti svegli e arriva il sole, arrivano le belle notizie, tutto prende una nuova forma, nuova vita, le strade si asciugano, come la tua faccia che prima era sempre bagnata di lacrime, il ticchettio costante del tuo cuore in ansia come la pioggia sui vetri diventa regolare e tranquillo e il tuo respiro che prima era come vento che trascinava nuovole cariche di pioggia, ora diventa una leggera brezza.
Tutto tace e senti di nuovo i tuoi sogni riaffiorare, senti che hai fatto bene a sognare da bambina perchè tutto si sta avverando.
Ma le previsioni dicono che tutto questo durerà poco, che da stasera ci sarà di nuovo la pioggia e che stavolta starà con noi a lungo....

lunedì 15 novembre 2010

Bjork Hyper-Ballad

L'AUTUNNO

Ebbene si, a Torino a quanto pare esistono ancora le quattro stagioni, sfido chiunque abbia inventato il "proverbio" : le stagioni non esistono più, a recarsi in questa città per accorgersi che non è assolutamente vero.
Per quanto mi riguarda, essendo appena arrivata in questa città, mi accorgo solamente dell'autunno...e ti pare poco...
Insomma gli alberi perdono le foglie, che calpesti ancora secche nelle giornate di sole, e che rischiano, invece di farti fare un bel capitombolo durante le giornate di pioggia.
Il colore degli alberi è magnifico, si va dal rosso intenso, come di un tramonto, al giallo, all'arancione.
Insomma è incredibile, è come riscoprire certe cose che non vedevi da anni o che non avevi addirittura mai visto, e ti chiedi: ma perchè qui si e in altre città no.
Perchè a Torino le foglie si rigenerano e invece a Roma ad esempio le foglie sono sempre verdi, saranno mica finte? Quelle di Roma intendo.
E la pioggia leggera e la nebbia che tutti odiano, a me danno la sensazione che qualcosa nel mondo ancora si muove, che il sole non è il motore di tutte le cose, che non è vero che se c'è sempre il sole vuol dire che va tutto sempre bene, che nella vita bisogna seguire esattamente il corso naturale delle cose, che c'è un tempo per la pioggia, un tempo per la neve, un tempo per i mandorli in fiore e un tempo per il sole,
che la vita è fatta di stagioni, che il cambiamento è necessario!

domenica 14 novembre 2010

Beirut - Nantes

Al Balòn

Al Balòn trovi di tutto, dall'atmosfera antica, al mobilio vintage, agli occhiali da vista ancora graduati appartenuti a chissàchi, un grammofono, vinili di cinquant'anni fa, poltrone, tante poltrone, sedie, tavoli in ferro battuto, bauli di cuoio e tanti vestiti, cappotti, borse borsette e chincaglierie di ogni genere.
E poi le strade, le case e le botteghe degli antiquari, localini dove mangiare pasti caldi, tra una bancarella e l'altra, tutto come se il paesaggio fosse rimasto immutato dal 1800....
Lascia senza parole e senza fiato, e sono la giornata uggiosa, la pioggerellina leggera, la nebbia e il colore delle foglie che sanno di autunno a condire tutto di meraviglia.
Questa città comincia davvero a piacermi....

venerdì 12 novembre 2010

MA L'IN-COSCIENZA COS'E'?

"Ma l'incoscienza cos'è?"
Me lo chiedevo sempre anche io.....
Secondo un dizionario di lingua italiana "incoscenza" è la "1 mancanza temporanea di coscienza; svenimento: essere in stato d'incoscienza 2 l'essere incosciente, irresponsabile: dare prova d'incoscienza // azione da incosciente: commettere un'incoscienza."
"Sinonimi: irresponsabilità, leggerezza, pazzia; imprudenza, avventatezza, stravaganza."
E l'incosciente chi è?
Sempre secondo il suddetto dizionaro "incosciente" è: "1 privo della consapevolezza di sè: gli animali sono esseri incoscienti // che ha perso temporaneamente la coscienza: rimanere incosciente per qualche minuto 2 che agisce senza riflettere ; irresponsabile: un guidatore incosciente"
Quindi se prendo una decisione avventata sono un'incosciente??
E dunque se sono in uno stato di incoscienza m è permesso alterare la mia realtà...?
E se non sono in me sono semplicemente incosciente?
La mia ragione, la mia coscienza vanno a farsi fottere e io sono semplicemente in uno stato alterato della realtà?
E quando si capisce di aver commesso un azione incosciente?
Si insomma, io mi trasferisco in una nuova città, senza la sicurezza di un futuro, senza la sicurezza di un'eventuale iscrizione all'università, senza la sicurezza di un lavoro, prendo in affitto una stanza, spendo un bel pò di soldi che non sono i miei, tutto ciò possiamo definirlo "incoscienza"?
Insomma se tutto va male è incoscienza, e se tutto va bene invece è essere coraggiosi e preventivi?
"Hai fatto bene ad andare prima, ti sei evitata un gran bello stress, il cercare casa mentre lavori( perchè si presuppone tu parta solo nel momento in cui un lavoro tu ce l'abbia già), il cercare casa e lavoro mentre studi( perchè si presuppone che tu sia già iscritta all'università e abbia la certezza assoluta che qualche esame lo dovrai pur sostenere), il cercare casa mentre lavori e studi( e questa sarebbe un gran bella botta di culo...insomma hai tutto e ti stai preoccupando di avere un tetto sulla testa?)", vuoi mettere?"
Se invece tutto ciò va male allora sei la solita incosciente: irresponsabile, pazza....
"Si fai sempre le pazzie tu, scappi, scappi, pensi solo a fuggire, da cosa non si sa, ma scappi, sempre il più lontano possibile, sempre dove nessuno ti possa trovare, sempre dove nessuno possa controllare quello che fai e che non fai"
Si è incoscienti e si è pazzi, è la stessa cosa, sono sinonimi, lo dice il dizionario eh!
"E se l'incoscienza non fosse pazzia?" dico io " e se l'incoscienza non fosse la mancanza temporanea di coscienza?"
Se l'incoscienza fosse invece in-coscienza? Citando un famoso e pazzo artista?
Non fuori la coscienza, ma dentro...Guardare a lungo dentro la propria ragione e scoprirene i desideri più profondi, le pulsioni, seguendo l'istinto, che è semplicemente la tua vera natura.
Non essere pazza, semplicemente conscia del tuo inconscio.
Mentre da fuori continueranno a pensare che tu sei incosciente, che tu sei pazzo, sarai tu l'unico detentore della vera ragione, della TUA vera ragione, gli altri continueranno a guardarti con sospetto, con paura, ma non è questo forse il bello della vita?Essere custodi del più grande segreto del mondo.
"Mamma allora...cos'è l'incoscienza?Sto ancora aspettando una risposta!"
"Piccolo...l'incoscienza è
essere felici, mentre il mondo crede che tu non lo sia"
" Bah io non ho mica capito tanto bene......."




lunedì 8 novembre 2010

BENEVENUTI!!!!!

Care viaggiatrici solitarie e cari viaggiatori vagabondi benvenuti nel mio piccolo mondo!
Se siete arrivati fin qui è perchè vi siete persi, ma non diffidate,sarà solo una breve evasione dal vostro mondo e una breve incursione nel mio.....
Non che sia granchè speciale questo mondo, badate bene, è solo diverso dal vostro....
Adesso mettetevi comodi sulla poltrona nera e buona perlustrazione, dunque...
e ricordatevi...non ci si perde mai per caso....