domenica 13 febbraio 2011

LA LEGGE E LA POLITICA, DELLA SERIE LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI?

La prima volta che mi resi conto che avrei dovuto votare, alla tenera età di diciotto anni, mi sono chiesta quali conseguenze avrebbe avuto la mia crocetta su un foglio.
Chiesi un pò in giro e mi venne risposto che avrei fatto un servizio alla comunità votando un cittadino uguale a me che mi avrebbe rappresentato nelle istituzioni, che avrebbe fatto di tutto per risolvere i problemi che ci sono all'interno della comunità per garantirmi un degno futuro nella mia società.Vorrei sottolineare l'espressione "cittadino uguale a me", ci ritornerò in seguito.
Ma a diciotto anni ero una tenera ingenua, mi avvicinavo al mondo della politica e lo consideravo vago e complicato, come se non mi riguardasse. Non pensavo ancora che la politica sarebbe stata il motivo principale della mia frustrazione solo otto anni dopo.
Così adesso accendo la tv, leggo i giornali, i blog e vedo delle cose che non mi quadrano più di tanto.
La prima cosa che mi salta all'occhio sono i grandi vantaggi, i completi firmati, gli orecchini che valgono più della mia casa, le auto di lusso, e le plastiche facciali. I grandi viaggi, le vacanze in spiagge bianche e mari trasparenti all'altro capo del mondo, appartamenti in centro e appartamenti in paradisi fiscali, aerei privati e varia servitù, dal giardiniere all'igienista mentale personale, scusate il lapsus... , dentale, è un'igienista dentale.
E lì il primo dubbio mi assale: ma non avrebbero dovuto essere cittadini uguali a me? Io a stento sono riuscita a comprare due maglioni nuovi questo inverno.
La seconda cosa che mi si para davanti soprattutto vedendo i vari telegiornali è questa: tra le varie notizie si parla quasi sempre principalmente di reati. Reati vari, omicidi, furti, aggressioni, truffe. Solitamente l'accusato o il sospettato è sempre accompagnato nelle immagini da una bella macchina blu o azzurra, con simpatici omini vestiti in pendant con le loro auto, o al massimo nella fase successiva, sono in una stanza seduti a un tavolo, insieme ad altri omini vestiti di nero, che discutono di fronte altri omini vestiti di nero, seduti anch'essi su un tavolo.
I cittadini "uguali" a me, invece, sono sempre al loro posto, sospettati o condannati che siano, stanno sempre là, seduti nelle loro poltroncine. Allora mi dico: cazzo ho un bel potere mettendo una croce su un foglio. Non solo favorisco loro una gran bella vita agiata, ma gli consento di fare quel che gli pare.
Insomma se un tizio viene fermato per strada insieme ad una prostituta, magari minorenne, magari mentre la paga profumatamente mentre ha ancora i pantaloni abbassati, si sa che quel tale, cittadino comune e veramente uguale a me, ma senza crocetta sul foglio, avrà da quel momento in poi una vita d'inferno, sarà accompagnato dagli omini blu o azzurri nelle stanze con gli omini neri.
Se oggi mi venisse in mente di girare con in tasca cinque grammi di una sostanza stupefacente qualsiasi, saprei che rischio altamente la compagnia di omini blu o azzurri.
Poi accendo la famosa tv e vedo che gli uomini e le donne "uguali" a me fanno altrettanto, ma non vedo nessun omino di qualsiasi colore accanto, continuo a vedere i vestiti firmati, le plastiche facciali etc etc.
E lì di nuovo con la fantastica reazione: cazzo, che potere può avere una crocetta, accompagnata stavolta da una domanda: la legge è dunque uguale per tutti? La risposta sarà: si è uguale per tutti, o perlomeno i magistrati ci provano, poi davanti agli uomini e donne "uguali" a me si fanno spallucce, della serie: e che ci possiamo fare noi?
Ma come? Che ci possiamo fare noi? Magari iniziare col mandare una bella auto blu o azzurra,ma non di quelle che hanno semplicemente un lampeggiante in alto di quel colore, ma che abbia almeno una dicitura sulla fiancata in stampatello bianco. Magari condannarli di fronte a prove evidenti, magari iniziare a spazzare via dalle strade gli orecchini pendenti e i denti che l'igienista mentale ha dimenticato di curare.
Ma comunque la mettiamo, mi sa che non si può fare nulla, che anche noi faremo spallucce, perchè sia mai un giorno potremmo essere al loro posto e allora qualsiasi forma di giustizia potrebbe ritorcersi contro di noi. E noi non lo vogliamo mica, non vogliamo mica commettere reati ed essere puniti.
E poi anche io ho sempre desiderato un appartamento, un completo firmato, gli orecchini pendenti, le spiagge bianche, un massaggiatore indiano etc etc, e chi sono io per togliermi tutto ciò ancor prima di averlo ottenuto, con una semplice crocetta?

mercoledì 9 febbraio 2011

Si Lanci

Problema numero 1: Autostima pari a zero.
Problema numero 2: Fiducia in sè stessi pari a zero.
Problema numero 3: capacità di superare i problemi pari a zero.
Problema numero 4: propensione alle delusioni pari a mille.
Problema numero 5: persone incontrate in tutta la mia vita che mi hanno fatto perdere l'autostima, la fiducia in me, la capacità di superare i problemi e che hanno nettamente aumentato le mie aspettative di delusione: numero non stimabile, ma molto alto.
Ecco con tali premesse come dovrei lanciarmi? Io non sono come Amelie, insomma io mi sono sempre circondata di persone, sono abituata ai contatti con gli altri, quindi per me dovrebbe essere molto facile.
Dovrebbe si, dico bene, condizionale mai stato più utile.
C'è qualche intoppo però. Si, sono stata sempre circondata da buoni amici, da familiari amorevoli, ma ahimè soffro la sindrome del rifiuto.
Si proprio così, sindrome del rifiuto.
Insomma dichiarazioni d'amore mandate al macello, lettere d'amore strappate, toccate e fughe a non finire, sparizioni, desaparecidos, corna, promesse mai mantenute a bizzeffe.
Ora mi chiedo io con questo bellissimo background come potrei lanciarmi? Come potrei essere positiva?Come potrei sperare di ricevere una risposta positiva?Come potrei aspettarmi che dopo il temporale arrivano il sereno e l'arcobaleno e compagnia bella?
Qualcuno potrà obiettare, alzare le mani al cielo, pensare: e che sarà mai? E si ricomincia eh? E non si può avere sempre avere questi cattivi pensieri e bla bla bla. Ma è giusto e accetto qualsiasi obiezione, ma resta il fatto che chi nasce rotondo non può morire quadrato, e così me ne lavo le mani.
Per non parlare poi di un altro fattore più importante: il romanticismo.
Si, ogni giorno mi chiedo: ma dov'è finito il caro, vecchio buon romanticismo?
Si, insomma quello che pare abbiamo perso tutti, uomini e donne, niente più rose, cioccolatini, bigliettini lasciati nella cassetta della posta, striscioni con scritto ti amo appesi alle finestre, mani calde che riscaldano mani fredde, uscire all'alba e darsi il primo bacio con le montagne, il mare, la vista panoramica a fare da testimoni, prati verdi dove rotolarsi insieme e nessun vuoi uscire con me e nessuna chiamata nel cuore della notte per dire che ti manca e bla bla bla.
E poi per una donna è così difficile aspettarsi che sia un patetico lui a fare il primo passo? Che sia un ipotetico lui a chiederti il numero? Che sia un ipotetico lui ad attaccare bottone? Che sia, insomma, questo benedetto ipotetico lui a lanciarsi?
E insomma si lanci si lanci....si dalla finestra, e senza far troppo rumore per favore che disturba i vicini.